Sherlock Holmes e la sua abilità di osservare i problemi da diverse angolazioni.

“Uscite tutti, devo andare nel mio palazzo mentale.”

Sherlock Holmes è uno dei personaggi più amati e seguiti dalla letteratura ottocentesca. Nato dall’ingegno di Sir Arthur Conan Doyle, che è riuscito a creare un investigatore dalla forte personalità. E’ dotato di incredibile ingegno, curiosità, spirito d’osservazione e attenzione ai dettagli. Ha una mente razionale che si basa su di una memoria granitica con la quale riesce a risolvere casi e crimini. Questo grazie, soprattutto, a un metodo di ragionamento del tutto innovativo.

Di Sherlock Holmes sono stati realizzati, nel tempo, moltissimi adattamenti cinematografici e, non potevano mancare di certo, serie tv a lui ispirate.

La serie Sherlock, interpretata da Benedict Cumberbatch, nel ruolo di Sherlock Holmes, e Martin Freeman, in quelle del suo fidato John Watson, è sicuramente una di queste creazioni cinematografiche meglio riuscite. Si ricorda per la sceneggiatura, l’ambientazione e, ovviamente, per la caratterizzazione dei personaggi.

L’investigatore privato, che abita al 221B di Baker Street, si ritrova spesso alle prese con casi da risolvere particolarmente complicati che affronta grazie a un insieme di competenze trasversali. All’interno di queste si distingue il pensiero laterale. È proprio questa la sua soft skill da cui prendere ispirazione: il pensiero laterale. Un’abilità che prevede un approccio mentale particolare. consiste nell’osservazione di un problema da diverse angolazioni e prospettive. Si può trovare una soluzione solo attraverso la creatività e il non dare mai nulla per scontato uscendo dagli schemi.

Celebre, infatti, è la frase che Sherlock ripete nei momenti di alta concentrazione: “Uscite tutti, devo andare nel mio palazzo mentale”. Tenetelo a mente!

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